Vivere senza Maestri

E’ uscito l’ultimo numero della rivista “Amani”. Clicca sull’immagine per sfogliarlo online o scaricarlo in pdf.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’editoriale di Pietro Veronese:

Sul finire dell’anno scorso, il 5 dicembre, è mancato uno dei più grandi uomini dei nostri tempi, forse il più grande, Nelson Mandela. Già dal mese di giugno si sapeva che la sua anziana vita -aveva 95 anni- era appesa a un filo. E prima di allora, da tempo, per tappe successive, Mandela aveva lasciato la vita politica, e poi ogni impegno pubblico, ritirandosi progressivamente dalla ribalta mondiale che, dopo la sua uscita di prigione l’11 febbraio 1990, aveva lungamente occupato.

 

Quando è morto, Mandela era insomma soltanto un privato cittadino, un grande vecchio, sia pure un ex capo di Stato. In un certo senso non era nemmeno più un leader, anche se restava universalmente amato e riverito: non prendeva più posizione sui maggiori fatti politici né sulle dispute interne al suo partito, l’African National Congress; non si sapeva più come la pensasse, e nemmeno se fosse realmente informato degli avvenimenti correnti.


Viveva riparato dal mondo, tra le mura della sua bella casa di Houghton, a Johannesburg, oppure in quella di Qunu, il villaggio dove era cresciuto e desiderava morire ed essere sepolto.

 

Eppure, quando infine ha lasciato questo mondo al termine di una vita lunghissima, meravigliosa, colma di straordinarie realizzazioni, dalla quale si era piano piano e lungamente andato allontanando, i sudafricani e un gran numero di persone attraverso i continenti lo hanno pianto come se fossero all’improvviso rimasti orfani. Come se non fossero ancora davvero preparati a fare a meno di lui, non sapessero come fare senza di lui. Il motivo, secondo me, è semplice. Mandela è stato un maestro, un grandissimo maestro (non a caso Amani lo aveva scelto per la copertina del suo calendario 2007, dedicato ai Mwalimu, i grandi maestri dell’Africa postcoloniale). E vivere senza maestri è molto difficile.

 

 

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1 voto, 100.000 aiuti concreti

Amani partecipa alla nuova iniziativa Unicredit “1 voto, 100.000 aiuti concreti”.

Più alto sarà il numero delle preferenze, maggiore sarà il contributo in denaro destinato da UniCredit ai progetti di Amani in Africa.
Lo scorso anno abbiamo partecipato alla “winter edition” e grazie ai vostri voti ci è stato assegnato un contributo di € 1.483,54 con cui abbiamo acquistato libri, quaderni e uniformi per le 22 bambine residenti alla Casa di Anita.

 

E’ possibile votare fino al 07 luglio, ma fatelo adesso!

E’ un gesto importante, concreto e a costo zero.

 

Bastano pochi minuti:

clicca su questa immagine e poi su “Vota questa organizzazione”:


African Summer School – II edizione

Amani è uno dei partner della seconda edizione di African Summer School che si svolgerà dal 3 al 10 Agosto 2014 a Villa Buri – Verona.

 

African Summer School è la prima training school in business con un focus tutto africano. Si tratta di un’intensa settimana formativa rivolta a cinquanta giovani selezionati e caratterizzata da una didattica interculturale.

Le attività formative sono a carattere residenziale e i partecipanti, oltre a seguire le lezioni, alloggiano, mangiano e trascorrono assieme momenti di convivialità, favorendo così l’interscambio culturale.

La formazione in aula è seguita da tre mesi di lavoro personale e/o di gruppo: questo periodo consente a chi ha frequentato le lezioni di approfondire i temi trattati o con una tesina o con un progetto di micro-impresa, entrambi rivolti al continente africano.

Al termine previsto, i progetti dei partecipanti sono selezionati nell’ambito del concorso interno “Business Incubator 4 Africa”, che mira a premiare le migliori idee imprenditoriali e ad accompagnarle nella realizzazione.

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