Notizie
Una cena che sa di famiglia
A un mese dal rientro in Italia abbiamo chiesto ai campisti e alle campiste di condividere il momento più significativo delle tre settimane passate a Nairobi. I racconti? Attimi di vita quotidiana.
“Un sera che Mark era a cena da noi, non mangiava e si guardava intorno pensieroso. Gli ho chiesto cosa stesse pensando e dopo un momento di silenzio mi ha detto: “io vi guardo, siete tutti a tavola, parlate tra voi, ridete, mangiate, siete felici, avete genitori che vi aspettano a casa, penso che io non potrò mai essere felice come voi”.
Sono stata da loro a cena, ho osservato Robert che parlava swahili e tutti che parlavano tra loro. Ho proprio pensato che, nonostante tutto, sembrano felici.
Abbiamo continuato a parlare e mi ha raccontato la sua storia, di come si sentisse in famiglia a Kivuli, di come sentisse gli altri come fratelli e del suo desiderio di imparare, studiare per poter aiutare e tornare da sua mamma.
Era bello come questa conversazione fosse avvenuta bisbigliando, in confidenza, mentre tutti mangiavano e parlavano tra loro, fermandoci ogni volta che calava il silenzio nella sala.”