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Sentirsi vicini
Storia di una famiglia che ha trovato un modo speciale per accorciare le distanze
Anno XXV, n. 2 Novembre 2025 - a cura della Redazione
Nel 2019, insieme a mia moglie e ai nostri figli, abbiamo fatto un viaggio a Kivuli. I ragazzi avevano circa 14 e 16 anni. Per noi è stato un viaggio bello e importante che, fra le tante cose, ci ha lasciato l’idea chiara che ogni euro raccolto per i progetti di Amani venisse speso proprio dove serve.
Circa un mese dopo il nostro rientro da Nairobi, verso fine settembre, mi è venuta l’idea di ripristinare in casa l’uso del salvadanaio, quello che i bambini usavano per mettere da parte le loro “mancette”, o i regali dei nonni… trasformandolo però in un salvadanaio di famiglia.
La differenza, da subito, è stata nel modo in cui lo abbiamo vissuto. Non si trattava di aspettare di avere qualcosa in più, un regalo ad esempio, ma di scegliere di metterci dentro una parte dei piccoli guadagni frutto di un lavoretto, oppure rinunciare a qualcosa. E questo valeva sia per noi adulti, sia per i ragazzi. È diventato quindi un gesto condiviso, una consuetudine di famiglia. In qualche modo anche un insegnamento silenzioso ma costante. Abbiamo voluto che fosse un pensiero abituale di tutti noi: il segno concreto di una filosofia di vita.
Da allora, quella cassettina è sul nostro tavolo in cucina, proprio vicino al calendario di Amani, che ogni anno appendiamo nello stesso posto. Ancora oggi, anche se i ragazzi sono cresciuti, quella scatola è lì. È diventata il simbolo delle persone che abbiamo incontrato in Kenya, della realtà che abbiamo conosciuto e che ritroviamo ogni giorno in qualche modo anche nelle immagini del calendario.
Devo dire che ogni volta che arriva il momento di aprirla, viviamo sempre con meraviglia quanto siamo riusciti a mettere da parte, senza sentire davvero di aver rinunciato in quei mesi a qualcosa.
I miei nonni, e poi i miei genitori, ci ripetevano spesso un concetto: “Nessuno si è mai impoverito dando agli altri.” È proprio quello che proviamo noi. È questo il messaggio che mi piacerebbe lasciare un giorno: che condividere, quando si ha qualche cosa, fa bene. Questa esperienza, fra l’altro, sento che ci dona anche un senso di distacco dal denaro, una piccola distanza che, a mio parere, fa bene a tutti. Mi ritrovo a pensare: “Il denaro è un mezzo. Allora pensiamolo come tale e usiamolo dove serve, abituiamoci!”
Questa scatola l’hanno preparata i nostri figli, scrivendoci sopra “Amani” con la data a pennarello, chiudendola con lo scotch… È “loro”, in un certo senso, ma è diventata nostra. Ha una sua storia, una vita insieme a noi e ci piace che sia sempre la stessa. Un piccolo “cimelio” che, ancora oggi, ci aspetta sul tavolo di famiglia e ci stimola a ricordarci, anche solo con una battuta quando una giornata ci va bene: “Oh, qui oggi ci va il contributo Amani, eh!” Nel tempo, continua in qualche modo a raccontarmi chi siamo e i valori che vogliamo tenere vivi.