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Una casetta per Lonjedzani
REALIZZARE UN SOGNO DA UN CONTINENTE ALL'ALTRO
Anno XXV, n. 1 Giugno 2025 - di Carlotta Bianchi
C’è una casetta, non ancora costruita, che però in qualche modo esiste già. Non si trova in Italia, né in Europa, ma in una zona rurale piuttosto isolata nei pressi di Lusaka, la capitale della Zambia. È un luogo semplice e pieno di significato che Amani, insieme alla comunità locale di Koinonia, sogna da tempo di realizzare, per migliorare un progetto che esiste già da più di vent’anni ma che, sempre di più, ha bisogno di uno spazio nuovo e dedicato.
Il progetto in questione prende il nome dalla località in cui è nato, Lonjedzani, che in lingua chewa significa “promessa”. È un piccolissimo centro diurno rivolto a bambine e ragazze che vivono in condizioni di vulnerabilità in alcuni villaggi a nord-ovest di Lusaka, a soli 15 km dal centro città. L’area in cui si trova è la stessa nella quale dal 2000 sorge anche il Mthunzi Centre.
A Lonjedzani, grazie a una donna di nome Phoeby che dal 2004 ha aperto loro la sua casa, le bambine ricevono ogni giorno una colazione al sacco da portare a scuola e, al rientro dalle lezioni, aiuto nei compiti, cure mediche quando ne hanno bisogno e la possibilità di partecipare a giochi e diverse attività formative come taglio e cucito, cucina, orticoltura e cura del pollaio.
Per anni, la casa di Phoeby è stata un punto di riferimento fondamentale, crocevia di tante storie e teatro di piccoli e grandi progressi quotidiani. Un contesto accogliente che ha permesso a molte giovani di vivere un’infanzia più sicura, di acquisire competenze e di costruirsi con queste un futuro sereno altrimenti difficile da immaginare. Questa iniziativa, nata in modo spontaneo osservando un bisogno evidente, come spesso accade, e strutturatasi via via nel tempo con il sostegno di Amani e Koinonia, oggi necessita di darsi una sede non più “prestata”, divisa tra vita privata e spazio comunitario, ma finalmente costruita allo scopo.
È qui che inizia una storia di connessioni e partecipazione collettiva, il filo di una rete che fa due volte il giro, partendo da un comune di 27.000 abitanti alle porte di Milano, passa per Mthunzi e casa di Phoeby, rientra in Italia e torna infine a consolidarsi proprio nella piccola Lonjedzani.
Edoardo e Maria Antonietta abitano lo stesso comune dell’hinterland milanese, Buccinasco, sono amici di famiglia. Lui studente al primo anno di medicina, lei insegnante della scuola primaria.
Maria Antonietta è volontaria di Amani dal 2011, quando ha partecipato al campo di incontro proprio al Mthunzi Centre. Dopo quell’esperienza è rimasta molto legata al Centro e più in generale a tutte le iniziative di Amani, alle quali partecipa e contribuisce spesso e volentieri. Proprio questo impegno la porta a decidere di accompagnare, nel 2024, un nuovo gruppo di volontari a Lusaka. Edoardo, che fin da ragazzino sentiva parlare in famiglia di Amani e dei suoi campi di incontro, decide quello stesso anno di candidarsi alla partenza. Partecipa al percorso di formazione del gruppo in preparazione al campo e infine parte, trascorrendo così tutto il mese di agosto in Zambia.
Insieme a Maria Antonietta e ai suoi compagni di campo, Edoardo spende le sue giornate estive organizzando giochi e attività, incontrando bambini e famiglie della zona, cucinando e facendo musica. Dall’Italia lui si è portato il flauto traverso e un’altra compagna di campo il violino, per condividere con i ragazzi del posto le loro passioni. Edoardo e compagni camminano tutti i giorni insieme, nelle campagne fuori Lusaka, per spostarsi fra il Centro di Mthunzi, la chiesetta, il campo da calcio e la scuola di Tubalange, fino alla casa di Phoeby e delle bimbe di Lonjedzani.
Un’estate piena, diversa, da raccontare. Al rientro, tante persone della comunità parrocchiale Maria Madre della Chiesa, che Edoardo e la sua famiglia frequentano a Buccinasco, aspettano con curiosità di sapere come sia andato quel viaggio a lungo preparato, coinvolgendo a tratti anche amici e parenti. Maria Antonietta ed Edoardo trovano durante la Giornata Missionaria l’occasione più giusta per condividere l’esperienza fatta in estate.
Il loro racconto pieno di entusiasmo lascia un segno in molti degli adulti e dei bambini della parrocchia.
I bambini in particolare si appassionano a un progetto semplice ma carico di speranza: contribuire tutti insieme a costruire una nuova casa per le giovanissime di Lonjedzani, perché possano continuare a crescere, imparare, studiare e fare progetti per il futuro, proprio come fanno loro.
Così, all’inizio di marzo di quest’anno, ogni bambino che ha aderito ha costruito una casetta in miniatura e l’ha dipinta a mano, decorandola secondo la propria fantasia. Quelle casette sono diventate i loro salvadanai personali, ma anche il simbolo di qualcosa di importante che stavano facendo insieme. Ogni moneta messa da parte rappresentava un piccolo impegno, vissuto come una forma di coinvolgimento diretto in qualcosa di grande per qualcun altro: coetanee lontane che tuttora, a raccolta terminata, non conoscono, ma che hanno trascorso l’estate giocando insieme a due amici della loro stessa parrocchia.
Giorno per giorno, l’empatia si è trasformata in casette che andavano riempiendosi e, nei pensieri dei bambini, in futuri mattoni per la nuova casa, quella vera. Un filo che unisce Buccinasco e Lusaka, un gesto di attenzione, di presenza, che attraversa confini e rende il mondo un po’ meno ostile, un passo o, se vogliamo, un mattone alla volta.
Attraverso Edoardo e Maria Antonietta, Amani ha fatto arrivare a quei bambini una lettera di ringraziamento, per far sentire loro ancora di più la concretezza dell’azione compiuta e la vicinanza di chi hanno scelto di sostenere. Il parroco don Maurizio Braga ha condiviso il messaggio con tutta la comunità parrocchiale, pubblicandolo nel settimanale “SetteGiorni”.
In un mondo che sembra volerci dividere e dove chi vive una condizione di maggiore fragilità rischia sempre più di restare indietro, storie come questa ci aiutano a ricordare che sentirci parte di un’unica comunità umana, bambini e adulti, vicini e lontani, è ancora possibile.
Carlotta Bianchi, sostenitrice di Amani dal 2007, oggi ne cura la comunicazione istituzionale. .